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Il 51% del software italiano è contraffatto.

Venerdì, 8 Febbraio 2008 · Lascia un Commento

il 51% del software italiano è contraffatto, illegalmente copiato, acquistato o scaricato: poco più della metà dei PC del paese, insomma, si trova a operare tramite software non conforme alle leggi sul copyright e la proprietà intellettuale.

La BSA ha pubblicato un’indagine commissionata a IDC per valutare l’impatto economico di questa situazione. Le cifre emerse dall’indagine sono notevoli: una riduzione della pirateria di soli 10 punti percentuale (passando così dal 51% al 41%) genererebbe 6.000 nuovi posti di lavoro, 762 milioni di euro di entrate in più per l’erario e più di due miliardi di fatturato in più per il settore IT. “Il nostro è un problema soprattutto culturale – sottolinea Antonio Romano, direttore generale di IDC Italia -. Dobbiamo promuove una maggiore etica e cominciare a dare alla frode IT lo stesso peso che diamo a quella dell’industria discografica e della pelletteria”.

Dai dati di IDC risulta che per ogni dollaro speso in pacchetti software legittimi vengono investiti ulteriori 1,25 dollari in servizi collegati quali installazione, formazione del personale e manutenzione. La maggior parte di questi investimenti spettano a società di servizi e aziende del canale operanti localmente, con la conseguenza che la parte preponderante dei benefici economici derivanti dalla riduzione della pirateria software rimangono all’interno del Paese.

L’Open Source può aiutare le imprese italiane a crescere e al contempo essere una soluzione per contenere il fenomeno della pirateria?

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Open Source nella PA?

Venerdì, 8 Febbraio 2008 · Lascia un Commento

Fra i vantaggi delle soluzioni open source, quelli più consistenti sono il risparmio di costi di licenza, la possibilità di suddividere le spese di sviluppo su migliaia di enti utilizzatori, i formati di dati aperti per un vero interscambio, la gestione remota dei backup e l’opportunità di avere una formazione continua condivisa.

L’OpenSource è in grado di sostenere la crescita dell’industria italiana del software e la pone in grado di competere con le grandi multinazionali. Questo è un settore in espansione, formato da molte piccole imprese, quasi sempre gestite da giovani, e capace di infondere al mercato un forte contenuto di innovazione e creatività.

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