Archivi del mese: ottobre 2010

Il ruolo strategico del software libero nella Pubblica Amministrazione

Sono stato invitato, a nome dell’associazione Italian Linux Society, alla tavola rotonda: “Il ruolo strategico del software libero nella Pubblica Amministrazione“. E’ un appuntamento del convegno : “Software libero e riuso: come la Pubblica Amministrazione può fare comunità” che si terrà domani 3/11/2010.

Innanzitutto ringrazio gli organizzatori per il gradito invito. E’ un onore partecipare ad un convegno del Settore IT del Comune di Padova. Hanno realizzato un protocollo informatico OpenSource, disponibile per il riuso, rilasciato con licenza AfferoGPL. Questa è una gran cosa!

Ma vediamo, dalla parte del cittadino, perchè il software libero è importante.

Innanzitutto: perchè pagare più volte la stessa cosa? Se l’amministrazione comunale di Padova produce il software che serve a far funzionare il protocollo informatico, perchè il comune di Vicenza lo deve comperare nuovamente? Non è meglio se lo ottiene dal comune di Padova e paga solo, se servono, i servizi connessi? Ma comperare nuovamente la licenza d’uso, pagando 2 volte la stessa cosa, sicuramente per il cittadino non è un affare.

Secondo motivo: la licenza d’uso, alla fine, è un pezzo di carta dove c’è scritto che puoi legalmente usare un dato software. Non è meglio adottare un software liberamente utilizzabile e far girare l’economia dei servizi informatici? Cosa è più utile per l’Italia e il Veneto? Spendere in licenze d’uso o spostare costi da licenze a servizi?

Il resto a domani! :-)

Vi aspetto.

Perchè legare nòva24 all’IPAD?

Questa mattina andando al lavoro a Venezia, in treno, ho letto l’articolo di Luca De Biase su Nòva24. Bello! Io sono un lettore innamorato di Nòva24.

Secondo me questo è l’inserto di un quotidiano più interessante degli ultimi anni. Cerco di seguirlo, quando posso. Il giovedì è quasi un appuntamento. Se ho tempo mi reco in edicola e compro IlSole24Ore quasi solo per Nòva24. Gusto addirittura il profumo della carta!

Oggi c’era l’annuncio che inizia le pubblicazioni “La Vita Nòva” su AppStore.

E io? mi sono domandato. Ho appena deciso di comperare un tablet con software libero … Che faccio? Sono andato subito a cercare le istruzioni … apro pagina 2, poi 3, 4, 10, 12 … niente!

Quindi se non mi compero l’IPAD non potrò leggerlo?

Io sono un troglodita, sono un po’ come un elefante nella cristalleria della tecnologia. E me ne vanto!

Ma mi domando: perchè solo l’IPAD deve essere messo in grado di aprirmi ad una Vita Nòva? una volta che riesco a superare il “digital divide” sulla tecnologia me ne creano uno sulla friuzione dei contenuti? ;-)

Celebra te stesso

Tu meriti di essere celebrato.
Tu sei unico, irripetibile in tutto il mondo,
ce n’è uno solo come te.
La tua esperienza, i tuoi doni sono unici.
Nessuno può prendere il tuo posto in ciò che tu sei.
Dio ha creato uno solo come te. Prezioso ai suoi occhi.
Tu hai un’immensa potenzialità
di amore, di dedizione, di creatività,
di crescita, di sacrificio. Se tu credi in te stesso.
Non ha importanza la tua età, o la tua cultura.
O se i tuoi genitori ti hanno amato o no.
Può darsi che abbiano voluto ma non abbiano potuto.
Lascia perdere. Appartiene al passato.
Tu appartieni al presente.
Non ha importanza che cosa sei stato.
Le cose che hai fatto, gli errori che hai combinato,
le persone che hai ferito.
Tu sei perdonato, tu sei accettato.
Tu sei buono. Tu sei amato nonostante tutto.
E quindi ama te stesso,
e sviluppa i segni che sono dentro di te.
Celebra te stesso! Comincia ora, parti di nuovo.
Da’ a te stesso una nuova nascita oggi.
Tu sei tu, e questo è tutto quello che devi essere.
Tu sei temporaneo. Sei qui oggi, e domani non ci sei più.
Ma oggi, oggi può essere un nuovo inizio.
Una cosa nuova, una nuova vita.
Tu non hai il dovere di meritare questa nuova vita,
ti viene donata gratuitamente: questo è il miracolo.
Celebra te stesso!

Una coppia del “Marriage Encounter”

Già impegnato per il 23 ottobre?

Oramai il LinuxDay è alle porte. 16 eventi in Lombardia, 14 in Veneto e Toscana, 9 in Sicilia, 6 in Puglia, e in tutta Italia 118 eventi registrati. Diciamo che per tutti gli italiani sabato 23 ottobre c’è la possibilità di vedere e provare la bellezza e la potenza del software libero.

In realtà stiamo tentando di arrivare a 150 eventi per il giorno del LinuxDay.
Se guardate sul sito: http://www.linuxday.it notate che abbiamo ancora
qualche piccolo margine.

Voi gia’ tutti impegnati? :-)

Organizzare un linuxday e’ facilissimo.
Bastano anche alcune ore di presenza in piazza, in un centro commerciale, biblioteca o altro con un portatile con installato, ad esempio, UBUNTU, magari il 10.10 e si e’ gia’ fatto abbastanza per far conoscere il software libero in Italia.

La fuori c’e’ ancora troppa gente che non ha mai visto software libero. Perché lasciarli nell’ignoranza? :-)

Il diritto d’autore va sempre rispettato!

Il libro scolastico è scritto da un professore? Non ha diritto d’autore.

Leggendo la dichiarazione di Michele Lessona in questo articolo, sembra questa la conclusione. Ma non è così. Anche i libri scritti dai professori hanno sempre e comunque un diritto d’autore. Magari non è esplicitato, ma c’è.

Dalla dichiarzione si deducono 3 motivazioni. Semplifico: il libro non è “vestito” graficamente in modo professionale, non è prodotto da un’equipe di esperti, non rispetta il diritto d’autore.

Sul primo punto non entro. Io sono un “esteta” ;-) Vediamo il secondo. Intanto mi aspetto che i professori siano esperti della loro materia in generale! Nello specifico poi, poiché lavorano in equipe per produrre questi testi non ho dubbi che 10 occhi vedomo meglio di 2 e quindi il prodotto sia il “compendio” (che è sempre maggiore della conoscenza dei singoli) della conoscenza di tutti i professori che hanno collaborato. E quindi ragionevolmente mi aspetto che la “qualità” dei testi prodotti dagli insegnanti sia paragonabile a quella dei testi prodotti dagli editori. Almeno fino a prova contraria.

La terza critica mi è invece incomprensibile. Mi piacerebbe che Michele Lessona mi spiegasse meglio questo punto. Infatti per la legge italiana sul diritto d’autore non è possibile produrre un “testo orfano”. Lo incroci per strada e non ha paternità ;-)

Spero invece che i professori che scrivono testi scolastici, siano consci che anche se sui loro testi non scrivono “tutti i diritti riservati”, automaticamente, per legge, è così. E magari spero che decidano di pubblicare con licenza CreativeCommons.