Ne “Il Giornale di Vicenza” di oggi c’è un articolo sulla decisione della scuola Lampertico di non dotare l’istituto di WiFi. Motivazione: non sempre l’accesso ad internet da parte degli studenti è “consapevole”.
Quando si dice le coincidenze. Sto leggendo l’articolo di Marco Guastavigna su: “Competenza digitale per usare con spirito critico le tecnologie” sul numero di dicembre-gennaio di “ScuolaInsieme” (cartaceo – anzi fotocopia – non c’è l’edizione on-line
Si, sono in violazione del copyright, ma spero nella comprensione dell’autore e dell’editore).
Preso atto che in Italia sono insufficienti gli investimenti sia in infrastrutture che in modelli culturali, Guastavigna osserva che è uno spazio proprio della scuola aiutare gli studenti a convertire quotaparte delle proprie capacità dall’intrattenimento all’uso cognitivo ed etico delle tecnologie ICT.
E’ quindi una soluzione sequestrare i cellulari agli studenti e non mettere a disposizione il WiFi?
Citando il documento UNESCO (2008): “Quadro di riferimento delle competenze per i docenti sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione” ricorda l’impegno a formare studenti in grado di fare, con le tecnologie, tra le altre cose:
- trovare soluzioni ai problemi e prendere decisioni;
- comunicare, collaborare, pubblicare e produrre contenuti digitali.
E senza il WiFi è più facile o difficile raggiungere queste competenze?