L’UPG moderno ragiona e brucia i prontuari

E’ questa la provocazione di Maurizio Santoloci al convegno di Padova “Responsabilità penale in materia ambientale” del 6 febbraio 2009.

Ottimo successo con circa 400 persone in sala ad ascoltare.  Il controllo ambientale, che necessita di una razionalizzazione normativa, passa anche attraverso il superamento del parallelismo precetto/sanzione.

Sono stati molti gli esempi portati da Santoloci per dimostrare che la moderna azione di repressione della criminalità ambientale necessiti sia di tecnici ambientali preparati che di forze di polizia giudiziaria in grado di capire e incrociare informazioni.

Con grande maestria ha analizzato il testo unico ambientale evidenziando le conseguenze e le differenze tra scarico e rifiuto liquido cercando di rendere consapevole l’uditorio che non sempre un “tubo” equivale ad uno scarico e di conseguenza è importante conoscere il processo che sta a monte. Analizzando poi i processi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti ha spiegato come la criminalità ambientale può sfruttare le pieghe della normativa e come è possibile contrastarla grazie alla competenza e al lavoro interforze.

Legittima quindi la soddisfazione degli organizzatori del seminario a cui ha partecipato anche l’avv. Ivone Cacciavillan con una relazione sulla tutela dell’ambiente nell’ordinamento della Serenissima.

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