Si, uso OpenOffice e me ne vanto

Ho un’auto FIAT. Si, proprio FIAT. Io chiedo solo 2 cose ad un’auto: che quando giro la chiave parta e non dover diventare matto a ricordarmi le diverse modalità del blocco del traffico nelle varie città italiane che frequento.

Queste due semplici richieste, combinate con altre considerazioni, mi hanno fatto valutare che il miglior rapporto costi/benefici nella scelta della mia auto fosse: un’auto a metano, FIAT.

Se il venditore di una più blasonata marca di auto, mi denigrasse proprio perché mi sono determinato a comperate una FIAT, credo che non chiederei aiuto a Marchionne, ne’ mi arrabbierei. Semplicemente, abbozzando un sorriso, lo classificherei tra i venditori mediocri.

Un venditore, non trae mai vantaggio dal classificare un potenziale acquirente un pezzente perché non acquista i suoi prodotti. O almeno con me non funziona.

Eppure a leggere questa intervista a Fabrizio Albergati di Microsoft Italia, se aquisti OpenOffice invece di Office2010 non sei degno nemmeno di essere chiamato hobbista.

E perché?

Da quando la competizione dei prodotti è determinata dal “valore” definito dal venditore?

Nel mercato moderno si compete sul rapporto valore/costo percepito dagli utenti che per fortuna sono gli unici arbitri. Altrimenti saremmo in un regime comunista, se fossi costretto a comperare Office2010 per non venire bollato da hobbista.

4 risposte a “Si, uso OpenOffice e me ne vanto

  1. In genere, quando un’interlocutore capisce di aver perso la battaglia delle argomentazioni, in una, fino a quel punto, pacifica discussione, quello è esattamente il momento in cui comincia ad offendere…

    Bruttissimo segno per Microsoft.

  2. Pingback: Luca usa OpenOffice e se ne vanta! | informatica etica

  3. Scusate, ma bisogna prendere atto dello stato dei fatti, OpenOffice sicuramente è una valida soluzione per un uso personale, per un uso scolastico o per redigere semplici documenti, ma in un contesto professionale dove sono richiesti documenti con una impaginazione complessa la compatibilità con documenti “Microsoft” non sempre è soddisfacente. Io posso anche scegliere di utilizzare OpenOffice in ufficio, lo posso imporre ma non lo posso sicuramente imporre a tutti i miei clienti o a tutte le aziende con le quali collaboro o che collaborano con la mia. Quindi sicuramente per redigere la lista della spesa di casa o per un compito in classe posso usare sicuramente OpenOffice ma, per provata esperienza personale, sicuramente non lo posso utilizzare per revisionare un documento Word 2007 ricevuto da un cliente. Sia chiaro che non intendo assolutamente sminuire il valore del prodotto OpenOffice, a mio parere si tratta solamente di collocare i due prodotti nel loro preciso ambito di utilizzo, personale , amatoriale e professionale.

  4. Ciao Mauro, ti ringrazio per il post perchè mi da’ l’opportunità di parlare dei formati dei file.
    Ci sono infatti 2 problemi:
    – il formato con cui salvo i documenti;
    – il programma usato per leggere e scrivere i documenti.
    Il formato deve essere standard, possibilmente indipendente da uno specifico vendor e internazionale, e mi deve garantire sempre di avere il controllo e la “proprietà” di quello che c’è scritto dentro.
    Poi posso usare il software che più mi aggrada. Mi piace e mi trovo meglio con Office? userò questo. Diversamente mi piace e mi trovo meglio con un altro software che fa le stesse cose (leggere e scrivere documenti, fare di conto, usare presentazioni)? userò quest’altro.
    Le problematiche che tu hai avidenziato (impaginazione, compatibilità) afferiscono al tema del formato, non a quello del software usato.
    Sul fatto che Office sia “professionale” e OpenOffice “personale” ti assicuro che anch’io un po’ di esperienza ce l’ho.😉
    In un’azienda o in un ente che usa per motivi “professionali” un editor di testi o un foglio di calcolo, una percentuale variabile tra 0 e 100 dei lavoratori (valutata analizzando l’uso di questi strumenti nella specifica azienza o ente) è sicuro che possano usare strumenti diversi da Office per fare il loro lavoro.
    Quindi soprattutto in un momento di crisi e di tagli va fatta una seria valutazione su:
    – possibilità concrete di abbattere i costi in licenze d’uso;
    – vantaggi/svantaggi nello spostare costi da licenze a servizi.
    Non basta quindi dare una semplice etichetta “professionale” (che vuole dire poco) ad un software per risolvere il problema. Sei d’accordo?

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