Le vere riforme da fare in Italia

Oggi mi sorprende leggere che tra le priorità per l’Italia ci siano, tra le altre, lo scudo per le più alte cariche dello stato, la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e la legge sulle intercettazioni. E si insista a proporre il ponte sullo Stretto. Provate a prendere un treno regionale, magari da una stazione secondaria quando le scuole sono aperte e poi ne parliamo …

Credo che per noi, gente comune, che va al mare in campeggio, fa la spesa al supermercato, gira un po’ di negozi in occasione dei saldi, vorrebbe prendere i mezzi pubblici per andare al lavoro, sia giunto il momento di proporci per guidare questo paese. Inutile lamentarsi dei professionisti della politica se ora non ci rimbocchiamo le maniche e non ci proponiamo a guidare il “nostro” bel paese.

Ho quindi riflettuto sulle 5 riforme che, secondo me, servono oggi all’Italia. Non importa essere di destra, sinistra o centro con tutte le sfumature del caso. Serve lo scatto d’orgoglio della gente comune. Idee e gambe per portarle avanti. Ognuno nel suo partito o movimento politico.

Riusciremo, noi gente comune, magari anche padri e madri di famiglia, a dare una svolta a questo Paese? Per una volta niente delega ad altri ma poniamoci noi alla guida di questo paese. Vi chiedo 10 anni di impegno, fino al 2020. Dieci anni in cui tutti noi, ognuno per la sua parte, con le proprie competenze e capacità focalizziamo l’azione politica, costruendo adeguato consenso, su queste 5 riforme prioritarie:

1. Limite ai mandati esecutivi. L’impegno per la gestione della cosa pubblica (non per la rappresentanza politica di un territorio) deve essere a termine. Per quanto bravo uno possa essere, non è possibile che occupi per più di 10 anni consecutivi il ruolo di assessore, sindaco, presidente di provincia o regione, ministro ecc. Tutti i mandati esecutivi devono essere a termine. Un po’ come la carica di presidente degli USA. Non più di 2 mandati. Per tutti.

2. I dati e i documenti prodotti con denaro pubblico devono essere pubblici. Perchè far pagare ai cittadini 2 volte la stessa cosa? Prima con le tasse e poi per ottenerla? Siamo entrati nella società dell’informazione. Il “valore economico” è sempre più anche nei beni immateriali. Pensate a quanto lo stato investe per produrre dati, informazioni, documenti che poi restano proprietà di pochi. Basta una semplice legge. Se sono stati prodotti utilizzando i soldi delle tasse dei cittadini, devono ritornare liberi per ogni scopo. Pensate ad esempio al vantaggio di avere libri scolastici rilasciati con licenza libera che ne permetta il riuso invece che con il tradizionale “tutti i diritti riservati”. A vantaggio non certo dei cittadini. Oppure cosa vuol dire in termine di risparmio utilizzare software libero.

3. Investire in green economy. Se vogliamo dare un futuro ai nostri figli dobbiamo realizzare un mondo sostenibile. Oggi le attività umane hanno un’impronta ecologica non più sostenibile. Si può avere crescita economica rispettando l’ambiente. Investiamoci!

4. Unificare i comuni piccoli. Sono oltre 8 mila i comuni in Italia. Molti al di sotto della dimensione minima di efficienza. Permettiamo ai piccoli comuni di aggregarsi. Migliori servizi a minor costo. Soprattutto in questo momento di crisi.

5.  Quoziente familiare per il calcolo delle tasse. Una famiglia di 5 persone, a parità di reddito complessivo, ha minore capacità contributiva di una famiglia di due persone. Questo è abbastanza evidente. Perchè allora devono pagare le stesse tasse?

Ora sta a noi, gente comune, l’impegno a cambiare l’Italia.

6 risposte a “Le vere riforme da fare in Italia

  1. Ciao Luca, complimenti per il tuo contributo, che condivido pienamente.
    Ho da aggiungere, però, che qui in Italia i politici parlano sempre di riforme, quasi ogni anno, e non è pensabile dare un futuro serio e credibile ad un Paese se ogni volta si butta un castello in via di costruzione per (tentare di) costruirne un altro, anch’esso magari destinato a durare poco appena arriva l’ennesima crisi. Serve stabilità e le riforme, quelle veramente importanti per i cittadini, tra cui quelle che ti hai indicato (e non solo per i politici), servono proprio a questo, basta però con le riforme delle riforme!
    In questo senso, è importante, come tu dici, prendere noi cittadini pienamente coscienza della situazione e anche qualche responsabilità in più, invece di lamentarci delle cose che non vanno e mettere poi il nostro destino nelle solite mani di chi, spesso ma non sempre, non è portatore sano di politica ma politicante. Forza, dunque, tutti insieme possiamo veramente cambiare le cose con la forza delle idee!!!

  2. Oltre condividere quello che scrivi, ti segnalo qualche numerello sui comuni: http://www.piccolagrandeitalia.it/PGI/numeri.php

  3. Il documento di Frieda mi fa riflettere. La Valle d’Aosta è la regione con la maggior percentuale di Comuni piccoli (99%). Ma ci sarà un motivo, no? La Valle d’Aosta è anche una regione con il 100% di territorio montuoso, quindi il fatto che ci siano Comuni con pochi abitanti separati fra loro è abbastanza normale. Bisogna stare attenti a non vedere solo i numeri, ma a confrontarli con il contesto reale che non è possibile rappresentare tramite le statistiche.

    OT: A parte i Comuni, a cosa serve creare nuove provincie?

  4. Certo. Il solo parametro “abitanti” non è indicativo. Però è certo che molti servizi vanno realizzati e gestiti tenendo conto di un’opportuna dimensione di scala. Se già noi riducessimo del 20-30% i comuni, anche su base volontaria, diminuiremmo sicuramente le spese e ne aumenteremmo in efficienza.
    Concordo con te sul ragionamento delle province. In molti casi andrebbero ripensati anche i confini.

  5. Ciao Luca,
    visto l’argomento, segnalo innanzitutto un post di Jacopo Fo che credo utile per rifletterci sopra, visto che il tema è lo stesso: http://www.jacopofo.com/node/9302

    Il limite ai mandati credo andrebbe imposto anche sulle aziende “di stato” tipo Alitalia e Tirrenia. Proprio oggi ci sono articoli in giro sull’attuale sfascio di Tirrenia che ricordano come il gran capo sia lo stesso da parecchi anni nonostante ripetute scelte tutte costosissime e tutte assolutamente balorde, fatte senza competenza tecnica.

    Sui dati aperti… sai già che me ne sto occupando (1) , a breve uscirà qualche risultato e ti farò sapere, ovviamente.

    marco

    (1) http://stop.zona-m.net/it/cittadini-attivi/dati-aperti-societ-aperta-una-ricerca-sulla-disponibilit-laccessibilit-dei-dati-pub

  6. Ciao Marco, interessante la tua idea. Sono anni che sto pensando alla proposta di rendere gli incarichi di governo degli enti pubblici elettivi. Non ho ancora un’opinione definitiva a riguardo.
    Pensa ad un Direttore Generale di una ASL eletto dai cittadini del territorio di riferimento. Ovviamente si potrebbero votare solo persone con specifici requisiti e iscritte in un apposito elenco regionale.
    Oppure che il Direttore Generale della locale azienda di trasporti eletto direttamente. Governerebbe meglio o peggio un ente? Oggi succede che questi “manager” sono, molto spesso, diretta espressione del “notabile politico” di turno.
    Chissà. Pensiamoci.

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