Lettera aperta a Maurizio Sacconi

Lettera aperta a Maurizio Sacconi, Raffaele Calabrò, Roberto Formigoni, Maurizio Gasparri, Maurizio Lupi, Alfredo Mantovano, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella

Sfogliando i giornali di oggi, ho visto la vostra lettera aperta ai cattolici italiani. Volendo leggere il testo integrale, l’ho cercata sul blog ufficiale di Maurizio Sacconi.

Condivido alcuni contenuti. In particolare l’invito “aspettiamo che la polvere e il fango si depositino, diamo tempo alla verità e alla giustizia”.

Ammetto che sono rimasto colpito – come tutti credo – dalle accuse che sono state rivolte a Silvio Berlusconi e dalle modalità con cui l’intera vicenda si è svolta e manifestata. Spero sinceramente che la verità possa essere appurata al più presto nelle sedi competenti. Ma non sono queste le cose che mi hanno colpito di più in questi giorni.

Mi ha stordito l’uso dei giornali e delle TV. Esasperante. Quasi una rincorsa a “bilanciare e controbilanciare” le accuse, un rilancio continuo. Un uso in molti casi volto, a mio avviso, a confondere e a dividere. Non ha senso chiedersi chi ha cominciato per primo. Come sempre deve essere, chi è maggiormente responsabile ha il dovere di fermarsi per primo. Purtroppo è così. Costa, ma è così. Questo mi hanno insegnato nei gruppi cattolici che ho frequentato fin da bambino e questo sto cercando di insegnare ai miei figli.  Sono convinto che Silvio Berlusconi (e parte del gruppo dei media di sua proprietà) abbia contribuito a lacerare le opinioni e le persone, quasi puntasse a “muoia Sansone con tutti i Filistei”, dimenticando che i “costi” di questo scontro, alla fine, peseranno sui comuni cittadini che, di sicuro, nulla c’entrano.

Perchè questa spinta a legare il suo destino a quello del Paese? Non ho risposta. Ma mi spaventa. Perchè usare il termine “punire” rivolto ad una funzione dello Stato? Perchè alzare il tono in questo modo?

Esistono quindi due piani. L’uomo Silvio Berlusconi e il politico.

L’uomo ha tutto il mio rispetto e comprensione. Da cristiano lo considero fratello, figlio dello stesso Padre, chiamato con amore alla santità. Come sono miei fratelli il malato terminale, gli extracomunitari respinti alle frontiere, il carcerato, il clandestino, l’avversario politico, chi ci contrasta e – a volte cosa molto più difficile da accettare – il collega di lavoro o il vicino di casa .

Da un punto di vista politico però credo che il PDL, che ha vinto le ultime elezioni politiche, abbia gli uomini oltre che il dovere di esprimere, da subito, un altro Presidente del Consiglio dei Ministri. Siamo tutti necessari, nessuno è indispensabile.

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