OpenData nel futuro del SIRAV?

Negli ultimi mesi in Italia sono scoppiati gli OpenData. E’ partito finalmente il portale nazionale dei dati aperti. Il ministro Brunetta ha affermato “rendere trasparente la PA vuol dire agire sugli OpenData”.

Anche in ARPAV ci stiamo confrontando sui dati aperti e la necessità di utilizzare una licenza d’uso che ne permetta il riuso, anche per scopi commerciali. Il tema della “licenza” può apparire banale. Infatti alcuni dicono: “E’ in internet. Vuol dire che ne puoi fare quello che vuoi. Lo scarichi e lo usi”.

Ma non è così. Se su un sito non è scritto niente, per la legge italiana si intende “tutti i diritti riservati”. Quindi è vero che posso visualizzare e anche scaricare, ma non posso legalmente e legittimamente riutilizzarli, copiarli, rielaborarli. L’argomento “che tipo di licenza usare per i dati” è discusso in vari ambiti ed occasioni. Voglio solo riportare qui un post di Maurizio Napolitano che difende, per i dati, la licenza CC0 o CC-BY elaborata da Creative Commons.

Ma che cos’è il SIRAV? mi chiederete. E’ il “Sistema Informativo Ambientale Regionale” del Veneto che ARPAV gestisce per conto di tutti gli enti regionali che hanno una qualche competenza ambientale. In pratica raccogliamo i dati che hanno attinenza con la qualità ambientale, le fonti di pressione, le autorizzazioni e i controlli in possesso dei vari enti pubblici operanti nella Regione Veneto. E li rendiamo disponibili.

Martedì 17 novembre, a Padova in via Cairoli, dalle 9:45 alle 13:30 ho organizzato un incontro per parlare di OpenData. Ci saranno gli OpenData nel futuro del SIRAV?

Seminario è gratuito ed interno ad ARPAV. Abbiamo però qualche posto libero se qualche esterno fosse interessato. Per informazioni e richiesta di partecipazione: asa@arpa.veneto.it tel. 049-8767554

4 risposte a “OpenData nel futuro del SIRAV?

  1. Ottimo programma e relatori, auguri!

  2. Pingback: Aiutiamo-ci | lucamenini.blog/

  3. Grande Luca, mi sto guardando il materiale del convegno… ottimi spunti di riflessione. Dalla discussione poi sono emersi elementi nuovi o criticità particolari? Dai che il 2012 faremo qualcosa anche in Veneto🙂

  4. Vorrei aggiungere l’aspetto dei dati forniti nel settore dei campi elettromagnetici che al momento sono ridotti a una immagine intorno ad ogni impianto e di poca utilità sia per i cittadini che per i professionisti del settore. Mi spiego: le mappe fornite sono immagini della distribuzione di campo elettromagnetico a 5 m. dal suolo, altezza la cui scelta è giustificata dal fatto che la maggior parte della popolazione vive al primo piano. Di fatto le situazioni più critiche si hanno ad altezze ben più elevate, cioè in prossimità dei centri elettrici delle antenne, attorno ai 30 metri.
    Capite bene che un cittadino non è poi interessato a sapere il livello di campo che c’è al piano che passa di sfuggita per poi raggiungere magari il quinto piano dove passa la maggior parte della sua vita faccia a faccia con l’antenna posta su condominio adiacente. L’immagine fornita da Arpav non dà nessuna informazione su questo.
    Per quanto riguarda i professionisti, che non dispongono dei dati di altri gestori, non possono progettare accuratamente una configurazione tenendo conto del fondo elettromagnetico dovuto anche ad altri impianti in quanto si dispone solo di una parziale informazione (solo a 5 m. dal suolo). Quindi che fare? L’open data è la risposta: invece che produrre una immagine come adesso, produrre un file (es. csv) leggibile dai gis (es. gvsig) dove sono forniti i valori di campo nell’intorno dell’impianto, ma dal suolo alla massima altezza dal suolo ritenuta da Arpav la più significativa durante la simulazione.
    Per i cittadini si permette di fare una richiesta (query) su una apposita interfaccia chiedendo l’altezza di interesse, e come risposta si avrà una immagine del campo orizzontale a tale altezza.
    Per i professionisti si ha a disposizione l’intero file da introdurre nel programma di simulazione per avere un fondo completo di campo elettromagnetico a cui aggiungere il contributo del nuovo impianto.
    Non vengono violate informazioni radioelettriche riservate sugli altri gestori, perchè quello che si dispone è il prodotto di una propagazione dipendente da diverse variabili (tilt elettrico, tilt meccanico, potenza, direzione) di uno o più impianti e non i dati radioelettrici stessi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...