La dualità quantistica colta in flagrante

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RICERCA – Nell’anno mondiale della luce, Luca Piazza e il gruppo diretto da Fabrizio Carbone al Politecnico federale di Losanna hanno avuto un’idea geniale per fotografare la luce sia come onda che come particella.

Finora si intercettava l’onda o i fotoni, il risultato era deciso a priori dello strumento scelto per effettuare la misura anche se, teoricamente, la scelta si poteva ritardare e incrociare le dita. Per riuscire a riprendere entrambe, si fa così. Ups, link sbagliato. Si fa così: su un nanofilo d’argento sospeso nel vuoto sopra una striscia di grafene, si spara un impulso laser che aggiunge energia alle particelle cariche dell’argento. Queste si agitano, spediscono la luce del laser in due onde che vanno in direzione opposta, avanti, indietro. Quando s’incontrano, si uniscono in un’onda stazionaria, una sorta di solitone.

Arrivati a questo punto, per distinguere i fotoni, occorre circondare il nanofilo con elettroni che, passando…

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La PEC: un prodotto made in Italy

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Mi voglio togliere un sassolino dalla scarpa: parliamo della PEC. Dovete sapere che mentre il resto del mondo comunica utilizzando il sistema dei Certificati Digitali, noi italiani usiamo uno standard artificioso e valido solo Italia.

Quando l’11 febbraio del 2005 uscì il DPR n. 68, “Regolamento recante disposizioni per l’utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3” (G.U. 28 aprile 2005, n. 97), la PEC sembrava essere l’unica soluzione da adottare. Infatti solo con la legge n. 2 del 2009, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale” (G.U. 28 gennaio 2009, n. 22, supplemento ordinario 14/L) viene meno l’obbligo della PEC e la possibilità di adottare anche sistemi alternativi.

le imprese costituite…

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Peer review promossa: qualche difetto, ma efficace

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6735929719_d6f13e0c3e_zRICERCA – La peer review, il sistema di controllo per validare gli articoli scientifici, funziona, nonostante tutto. Questa la conclusione dell’articolo pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences” da tre ricercatori. Dopo le numerose discussioni sulla reale efficace di questo sistema, uno studio che spezza una lancia a favore e che mostra come il principale problema sia, soprattutto, quello di discriminare con fatica le ricerche veramente innovative.

Il metodo della peer review è un sistema di controllo per validare gli articoli scientifici, soprattutto a livello metodologico, che è adottato dalle principali riviste scientifiche. L’articolo, prima della pubblicazione, viene visionato e valutato da 2-3 “arbitri” anonimi, specialisti del settore. Questi ultimi possono accettarlo, rifiutarlo o chiedere modifiche o nuovi esperimenti per consentire la pubblicazione.

Un sistema di controllo molto importante, visto che tramite questo strumento si decide sostanzialmente quali saranno i campi di ricerca che “avranno successo” (e soldi) in futuro. Ci…

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INDIGO, 11 milioni di euro per una piattaforma cloud scientifica

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3462607995_150a6b2624_zRICERCA – È questione di mesi e l’Europa si doterà di una piattaforma software di tipo cloud per la ricerca scientifica, e a coordinare il progetto sarà l’Italia, in particolare l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Si chiamerà INDIGO-DataCloud ed è un progetto da 11 milioni di euro che in 30 mesi realizzerà un’ infrastruttura di calcolo distribuito molto potente e accessibile da centri di ricerca sparsi in tutta Europa, che permetterà la condivisione di dati scientifici in modo più semplice. Una piattaforma che rientra in un bando della Commissione Europea legato al programma di Ricerca e Innovazione Horizon 2020 e che risponderà alle esigenze di calcolo, elaborazione o archiviazione dati richieste dalla scienza di oggi.

“In realtà in Europa si è lavorato allo sviluppo e alla realizzazione di un’importante infrastruttura di calcolo federata da una decina d’anni – racconta Davide Salomoni dell’INFN-CNAF di Bologna e principal investigator di INDIGO…

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Reti di dati grossi e grossissimi

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FUTURO – L’infosfera continua a gonfiarsi di quantità colossali di dati privati e pubblici. Per orientarsi, servono navigatori che finora potevano formarsi solo negli Stati Uniti. Da settembre 2015, cinque dottorandi potranno farlo a Budapest.

Segnaliamo raramente le offerte di dottorato, ma questo ci sembra speciale per tanti motivi. Si tiene al Center for Network Science diretto dal matematico Albert László Barabási, all’Università Centrale Europea, la cui missione è legata alla democrazia, alle sue libertà e ai suoi valori a volte contraddittori. Detto così sembra astratto, ma due esempi forse fanno capire come si traducono in pratica. A New York durante l’uragano Sandy, le autorità cittadine hanno utilizzato i commenti su twitter per localizzare le persone da soccorrere invece di distribuire i soccorsi a tappeto nelle zone più colpite. L’allarme era stato dato in anticipo, buona parte degli abitanti si erano trasferiti altrove per lo più in macchina, e spesso avevano anch’essi bisogno di assistenza di vario genere: coperte, vestiti, cibo, farmaci, benzina che non…

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I musei di storia naturale italiani sono a rischio collasso.

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ATTUALITÀ – I musei di storia naturale fanno conservazione, ricerca e didattica. Le collezioni museali sono una testimonianza della biodiversità attuale e passata su cui si basa molta della conoscenza scientifica. Ma, secondo  30 curatori museali, filosofi della scienza e altri membri della realtà scientifica, firmatari di una lettera aperta al Governo, la ricerca all’interno dei musei italiani è sempre più ridotta e la conservazione a lungo termine è a rischio. Diverse le cause: la progressiva perdita di rilevanza scientifica, la riduzione degli investimenti economici, e la scarsità di personale. Nella lettera, pubblicata a fine novembre sulla rivista Zookeys, si denuncia per esempio la mancanza di addetti preparati per curare e studiare il patrimonio esposto o conservato nei musei italiani, tra cui 150 esemplari unici di mammiferi, migliaia di insetti e molti reperti ancora da classificare.

Secondo Giuseppe Muscio, direttore del museo friulano di storia naturale e firmatario dell’articolo, “in…

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Quella scienziata che non voleva la guerra

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Clara_ImmerwahrSECOLI DI SCIENZA – Sesta puntata di Secoli di Scienza – Viaggi scientifici nella storia, la rubrica di OggiScienza, che racconta in podcast i personaggi, gli eventi, i luoghi e le idee che mattone dopo mattone hanno fatto la scienza come la conosciamo oggi.

Questa volta torniamo indietro nella Germania di inizio 1900 e raccontiamo la triste storia di Clara Immerwahr, la moglie del chimico Fritz Haber.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.

Credits from free sound:
Per la sigla: 
Vintage Jingle, by Setuniman; rbh glass break, by RHumpries
Per la puntata: symphonyno3pocoallegretto41 by teo4; death-by-candlelight by  foolboymedia; bach-fugue-in-gmin by roby-caso; memento-to-bachs-fugue-ii by connum.

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