Archivi tag: OpenData

OpenDataDay 2013 alla radio

Ieri si è celebrato il terzo OpenDataDay. Tra i tanti eventi in Italia e tra questi anche Padova. L’evento è stato ripreso da molta stampa ed è ricercabile con google.

Tra i tanti eventi, uno, si è svolto alla radio. Volete ascoltare la registrazione della puntata su RadioCooperativa? Ed ecco un po’ di spunti per approfondire:

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Consulta “App ARPAV Meteo”

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.redturtle.mobile.apparpav

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Welcome dati.camera.it

http://www.linkedopendata.it/welcome-dati-camera-it

OpenData nel futuro del SIRAV?

Negli ultimi mesi in Italia sono scoppiati gli OpenData. E’ partito finalmente il portale nazionale dei dati aperti. Il ministro Brunetta ha affermato “rendere trasparente la PA vuol dire agire sugli OpenData”.

Anche in ARPAV ci stiamo confrontando sui dati aperti e la necessità di utilizzare una licenza d’uso che ne permetta il riuso, anche per scopi commerciali. Il tema della “licenza” può apparire banale. Infatti alcuni dicono: “E’ in internet. Vuol dire che ne puoi fare quello che vuoi. Lo scarichi e lo usi”.

Ma non è così. Se su un sito non è scritto niente, per la legge italiana si intende “tutti i diritti riservati”. Quindi è vero che posso visualizzare e anche scaricare, ma non posso legalmente e legittimamente riutilizzarli, copiarli, rielaborarli. L’argomento “che tipo di licenza usare per i dati” è discusso in vari ambiti ed occasioni. Voglio solo riportare qui un post di Maurizio Napolitano che difende, per i dati, la licenza CC0 o CC-BY elaborata da Creative Commons.

Ma che cos’è il SIRAV? mi chiederete. E’ il “Sistema Informativo Ambientale Regionale” del Veneto che ARPAV gestisce per conto di tutti gli enti regionali che hanno una qualche competenza ambientale. In pratica raccogliamo i dati che hanno attinenza con la qualità ambientale, le fonti di pressione, le autorizzazioni e i controlli in possesso dei vari enti pubblici operanti nella Regione Veneto. E li rendiamo disponibili.

Martedì 17 novembre, a Padova in via Cairoli, dalle 9:45 alle 13:30 ho organizzato un incontro per parlare di OpenData. Ci saranno gli OpenData nel futuro del SIRAV?

Seminario è gratuito ed interno ad ARPAV. Abbiamo però qualche posto libero se qualche esterno fosse interessato. Per informazioni e richiesta di partecipazione: asa@arpa.veneto.it tel. 049-8767554

In sala Borsa a Bologna di discute di OpenData

Il Festival delle Libertà Digitali, promosso da Wikimedia in tutta Italia, assieme a OpenBologna, sono felici di annunciare un seminario sugli OpenData, seminario che si terrà sabato 8 ottobre presso la Sala Borsa dello Urban Center, dalle ore 10 alle 13.

Nella stessa sede seguirà, dalle 14 alle 17, un barcamp sugli OpenData: un dibattito in connessione con altre associazioni su Opendata e OpenGov.

L’obiettivo del barcamp sarà di ragionare insieme su riservatezza e privacy, su regolamentazione dell’accesso, su grado di elaborazione dei dati e di suggerire modalità e formati di accesso ai dati.

Ingresso libero.

La libertà digitale si moltiplica

14 giorni tra Veneto, Bologna, Pisa, Roma e Napoli per rendere fruibile a tutti la conoscenza via web.
Le novità e il programma del Festival di Wikimedia Italia, dall’1 al 14 ottobre

La libertà passa anche attraverso l’espressione digitale: open data, OpenStreetMap, e-book. Ovvero la libera diffusione via Internet, con annessa possibilità di impiego, della conoscenza, a cominciare dai dati delle pubbliche amministrazioni, delle cartografie del territorio realizzate dagli enti pubblici, dei libri vecchi e nuovi che dal formato cartaceo vengono resi fruibili sul web. Di tutto questo, e molto più, si parlerà al Festival delle Libertà Digitali, organizzato dall’Associazione Wikimedia Italia, giunto quest’anno alla terza edizione. Per il terzo “compleanno” la manifestazione si moltiplica: in programma dall’1 al 14 ottobre, il festival sarà diffuso sul territorio italiano, policentrico, con eventi sia a Vicenza dove è nato che a Padova, Bologna, Pisa, Roma e Napoli.
«Con il Festival ci proponiamo di sensibilizzare le persone sulle nuove tecnologie della comunicazione, in particolare sugli aspetti che riguardano i principi etici e la libertà – spiega Luca Menini, di Wikimedia Italia – E’ ormai fondamentale iniziare a comprendere i temi della privacy, dei dati aperti, del software libero, della condivisione della conoscenza, perché siamo nella società dell’informazione: questo implica che il valore economico non è più esclusiva di aspetti materiali, come la produzione di oggetti, ma anche nella cultura e nell’informazione, e nella loro diffusione. Questi aspetti oggi devono essere inclusivi, non esclusivi. Noi quindi affermiamo che non deve essere tolta alle persone la possibilità di operare con questi strumenti come lo desiderano».
L’obiettivo della manifestazione organizzata da Wikimedia Italia – associazione italiana senza scopo di lucro che supporta l’enciclopedia libera via web più famosa del mondo, Wikipedia – è quindi diffondere i valori positivi dell'”open source”, i principi etici della condivisione digitale in rete in modo legale di notizie, musica, immagini e programmi che stanno alla base del software libero e della stessa Wikipedia. Condivisione resa possibile anche grazie alla presenza di licenze precise che regolano la diffusione libera, fra cui le Creative Commons. Con l’evento si vuole poi contribuire al rafforzamento della rete di volontari che utilizzano e producono contenuti a scopo sociale, per lavoro o per svago: la manifestazione vuole quindi essere anche luogo di scambio di buone pratiche ed esperienze positive.
I temi e i luoghi del Festival 2011
«In questa edizione la manifestazione è programmata con un “canovaccio” di argomenti principali, a cui volontariamente e senza necessariamente essere affiliati a Wikimedia Italia, altre persone hanno potuto aggiungere e sviluppare ulteriori temi correlati» precisa Menini.
Fra i temi principali che verranno toccati c’è quello degli open data. Le pubbliche amministrazioni hanno a propria disposizione un’enorme mole di informazioni, rilevazioni, dati appunto, che sono fruibili dai cittadini solo in forma cartacea o comunque, anche quando siano già digitalizzati, spesso solo recandosi nelle sedi dell’ente specifico. Queste informazioni, teoricamente già fruibili in modo libero, potrebbero essere messe a disposizione sulla rete così che il cittadino possa impiegarle, per semplici servizi informativi piuttosto che per un’attività di business.
«La cittadinanza paga le tasse per avere servizi dalla Pubblica Amministrazione. Mettere a disposizione il proprio patrimonio informativo da parte delle amministrazioni pubbliche è uno di questi servizi – osserva Menini – Facciamo un parallelo “pratico”: la strada che io utilizzo, pubblica, ce l’ho perché pago le tasse. Ed è una infrastruttura a disposizione di tutti. I dati della Pubblica Amministrazione devono essere visti come infrastrutture dai cittadini, e deve essere possibile utilizzarle per i propri scopi tra cui anche il fare business: allo stesso modo per il quale impiego la strada davanti casa per andare al lavoro, o per svolgere l’attività di autotrasportatore».
A Padova, il tema degli open data verrà declinato in “open street map“.
A Vicenza si parlerà soprattutto di e-book.
A Roma con un evento dal titolo “Cultura online: micro-pagamenti, grandi innovazioni”.
A Bologna un’intera gornata sarà dedicata agli open data
A Napoli ci si interroga sulle Libertà Digitali come occasione di sviluppo
A Pisa saranno sotto i riflettori le molteplici declinazioni dell’open: software libero, musica con licenze Creative Commons, OpenGames…
Tutti gli aggiornamenti sul Festival delle Libertà Digitali saranno pubblicati sul sito dell’evento:
Il Festival è anche sul social network Twitter:
Contatti: mail a info@libertagitali.org